Intervista a Laura Spreafico

Intervista di Simone Clerici per il quotidiano La Provincia.

E’ UN AZZURRO VIVO: ”CHE SOGNO LA NAZIONALE”

LUCCA Prima il sogno scudetto, poi il sogno Europeo, e magari anche il sogno Schio. Laura Spreafico è al raduno della nazionale italiana in preparazione all’Europeo di giugno (in questi giorni le azzurre sono in Francia per tre amichevoli contro le transalpine). Momento più bello La giocatrice di Asso sta toccando il punto più alto della sua carriera

Come è stato vivere una finale scudetto? «Già la semifinale dell’anno scorso fu una grande emozione – racconta l’ala ex Comense e ora a Lucca -. La finale ancora di più. Credo che non capiti a tutti di giocare per lo scudetto. E anche se abbiamo perso siamo rimaste lì fino alla fine».

Ma è vero che prima della finale ha sognato il Palasampietro? «Sì. Ho sognato che arrivavo al palazzetto, c’era il pubblico delle grandi occasioni, l’attesa della partita. E’ trascorso quasi un anno, ma si vede che lo choc per la scomparsa della Comense non è ancora passato. D’altro canto è stata la mia seconda famiglia».

Tre europei con la nazionale Under 20, un anno fa le qualificazioni con la nazionale maggiore (7 presenze 37 punti), adesso una chiamata forse inattesa sperando di essere selezionata per l’Europeo. «Non avrei fatto drammi se fossi rimasta fuori. Ma è chiaro che sono felice di essere qui. Portare la maglia azzurra in Europa è stato un onore già quand’ero nell’Under 20. Spero di essere tra le convocate all’Europeo al termine del raduno, io lavorerò duro, l’allenatore farà la sue valutazioni».

Che effetto vedere alla conferenza stampa dell’Italia la gigantografia delle azzurre con Spreafico in bella evidenza dietro il presidente federale Petrucci e il et. Ricchini. «E’ stato un bell’incontro. Eravamo a Roma e c’erano anche le tenniste Errani e Vinci. Già, ero raffigurata proprio dietro Petrucci».

Nella finale scudetto e in nazionale hai ritrovato Masciadri, il tuo idolo. «Con Macchi ho fatto in tempo ad allenarmi nel mio primo anno in A. Masciadri invece era già andata via. Però “Mascia” è sempre stata un mio punto di riferimento, il mio idolo come giocatrice e come atteggiamento perché lavora con umiltà e disponibilità Ricordo la prima volta che la affrontai: mi diede il cinque di-cendomi in bocca al lupo. E io non capii più niente».

Quando Spreafico aveva dieci anni, vedeva Macchi e Masciadri vincere gli scudetti a Como. Nella prossima stagione potrebbe averle come compagne di squadra a Schio (che è proprietaria del cartellino per tre anni). Un sogno che diventa realtà. «Non ci ho ancora pensato. Non voglio sbilanciarmi. Adesso penso solo alla nazionale».

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