Crespi “Dobbiamo allargare la base, Lucca realtà bella e sana”

Si è svolto questa mattina, martedì 12 dicembre, alla palestra di Sant’Alessio il terzo appuntamento con #contagioazzurro la serie di incontri organizzati dal Settore Squadre Nazionali voluto dal coach italiano, Marco Crespi. Quale occasione migliore per scambiare qualche impressione sul movimento italiano e lucchese col Ct della Nazionale Italiana. Coach dopo una vita passata coi maschi come si è trovato con le ragazze, che differenze ci sono tra i due giochi e in cosa invece si assomigliano?

Ci sono tante cose simili, il canestro è alto uguale, il campo è grande uguale, che poi sia uno svantaggio o un vantaggio questo è da vedere, ma a parte le battute, io credo che ci sia, e parlo solo delle cose simili, tantissima voglia di partecipare e penso che questo sia un patrimonio di energia che non va disperso.

Parlando di #contagioazzurro che vantaggi potranno portare questi incontri al movimento?

Contagio non è solo quello che il Settore Squadre Nazionali vuole portare nelle varie realtà ma anche per ricevere a nostra volta contagio. Sono occasioni per sentire storie di persone, non solo giocatrici, ma anche chi lavora con loro e chi cerca e trova le risorse per il movimento. Contagio è trasmettersi esperienze, in più è avere la possibilità di avere un contatto con le giocatrici e un’occasione per cercare di trasmettere le proprie conoscenze. Per esempio il lavoro sulla tecnica individuale ha come obiettivo la risoluzione dei problemi, non le risposte giuste in un manuale da corso allenatori.

Come valuta l’incontro di questa mattina a Lucca?

Assolutamente positivo perché io credo che aldilà di una curiosità dubbiosa iniziale si viene in palestra col sorriso, si cercano soluzioni ai problemi tecnici o proposti dalla difesa. Il principale obbiettivo non è la tecnica individuale ma far sì che la curiosità, il desiderio, il bisogno di tecnica individuale diventi una necessità che ogni giocatrice senta dentro per essere più protagonista sul campo.

Dopo una giornata passata a Lucca che opinione si è fatto della realtà Le Mura?

Io credo che quando una squadra gioca con lo scudetto sulle maglie sarebbe da mettere già il punto. Significa che esiste qualche cosa e poi soprattutto quando si mette lo scudetto sulle maglie perché si è vinto portando avanti un’idea, un modo di essere, doppio punto e a capo. Anche vedendo l’allenamento delle ragazze dell’under 16 si vede che c’è anche l’idea di reclutare per formare giocatrici.

Da coach della Nazionale quali sono le criticità del movimento italiano?

Oggi la base va allargata come numero di praticanti e come qualità delle praticanti, come nazionale va allargato il numero di giocatrici che possono competere per la maglia azzurra, questo è il nostro primo obbiettivo.

Qual è il suo giudizio sul Basket Le Mura 2017/2018 e più in generale del campionato italiano?

Io penso che Lucca ha una grande sfida perché l’anno dopo lo scudetto è il più complicato, soprattutto se non sei abituato a vincere. Loris Barbiero sta facendo un lavoro eccellente, ci sono giocatrici che hanno già partecipato al primo raduno della nazionale e magari ce ne saranno altre nei successivi raduni. Per quanto riguarda il campionato, mi piacerebbe che le giocatrici italiane rispetto ai minuti che giocano facessero un tiro in più a partita. Stiamo monitorando questo parametro e i dati non sono buoni.


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